Raccolte

Guglielmo Giraldi e altri, Corale certosino, Graduale "L", Ferrara, Museo Schifanoia Il Museo Schifanoia custodisce diverse collezioni di differente natura storica e artistica. Queste raccolte si sono formate grazie al confluire dei nuclei collezionistici storici nel Museo inaugurato nel 1898 attorno al Salone dei Mesi e a successive e più moderne acquisizioni, donazioni e acquisti.

Appartengono al patrimonio storico le raccolte del cardinale Gian Maria Riminaldi (1718-1789), grande intellettuale e cultore delle patrie memorie, che creò di fatto un nuovo Museo Civico raccogliendo preziosi reperti a Roma e inviandoli a Ferrara, nonché i reperti archeologici e le lapidi provenienti dal territorio ferrarese riunite sin dal 1735 nel Lapidario civico.

Di grande rilevanza l’insieme di codici miniati giunti in Museo dopo le soppressioni degli enti religiosi in età napoleonica. Tra questi, spicca la serie liturgica realizzata verso la metà del Quattrocento per i monaci olivetani di San Giorgio fuori le mura; la Bibbia (1469-76) ed i Corali atlantici (1469 circa) miniati da Guglielmo Giraldi e dalla sua equipe per i certosini di San Cristoforo; il celebre Decretum Gratiani stampato a Venezia nel 1474 per il vescovo Lorenzo Roverella e decorato da miniatori del tempo di Ercole I.
 
Consistente e di grande qualità la collezione numismatica - messa insieme dal canonico Vincenzo Bellini (1708-1783) e donata nel 1758 alla città - che spazia dalle emissioni di zecche greche alle monetazioni autonome e pontificie; a queste si aggiunge la sezione delle medaglie fuse nella prima metà del Quattrocento da Pisanello e Sperandio da Mantova, con ritratti di alcuni membri della Casa d’Este.
 
Proviene da lasciti di viaggiatori ferraresi dell’Ottocento la suggestiva raccolta egizia, composta da reperti funerari e sacrali risalenti al periodo compreso fra la V dinastia e l’età tolemaica.

Un altro fiore all’occhiello delle raccolte è la collezione di ceramica, incentrata sul patrimonio donato nel 1935 da Giovanni Pasetti, che spazia dalla produzione greca, etrusca e romana e giunge fino a quella graffita a stecca del XVII secolo. Il nucleo più celebre è costituito dalla ceramica graffita estense della seconda metà del XV secolo e XVI secolo, la cui raffinatezza e rarità appare di eccezionale qualità e varietà.