Le Sale Tassoni e la Sala Caccia

Le due sale sono frutto degli interventi decorativi promossi dalla famiglia Tassoni, proprietaria dell'immobile tra il 1698 ed il 1736. Recano entrambe i segni degli usi incongrui cui fu oggetto il Palazzo dopo il 1736, quando i proprietari affittarono i locali anche per usi industriali.
Nella sala detta "del buongoverno" si notano le armi gentilizie della famiglia, caratterizzate dalla presenza del tasso rampante, ma soprattutto dai resti della decorazione originaria quattrocentesca: una figura femminile con ampio manto mosso dal vento, inquadrata da monumentali colonne. Proseguendo oltre si entra nella sala "della Loggia", così denominata per via di una loggia settecentesca ora non più esistente e caratterizzata da decorazioni coeve giungendo infine nella Sala Caccia, ultimo ambiente del Palazzo borsiano. In origine diviso in due parti e caratterizzato da ampie scene, ora assai sbiadite, raffiguranti fasi della caccia con il falcone in una dimensione grandiosa e purtroppo lo stato di conservazione non consente di pronunciarsi sulla data di esecuzione ma è probabile che debba fissarsi tra l'esecuzione del Salone dei Mesi e la fine del XV secolo.
Da questa sala si accede a Sala Marmi, attualmente non visitabile, venutasi a creare a seguito dell'ampliamento verso est voluto da Ercole I e che dopo i restauri del 1976 ha rivelato la presenza di quella che era la decorazione ad intonaco esterna della fabbrica borsiana, caratterizzata da elementi geometrici che simulavano un paramento marmoreo policromo.